Il Carnevale di Venezia – Viverlo nel Weekend

Spesso si è talmente presi dalla voglia e dall’entusiasmo di conoscere il mondo e di scoprire terre lontane che non ci si ferma ad ammirare e ad apprezzare le meraviglie del nostro paese. Abbiamo, per mio gusto ma penso che tutti posano confermarlo, tra le città più belle del mondo e spesso non ce ne rendiamo neanche conto.

Ho sempre messo ai primi posti della mia classifica Roma, città meravigliosa, ma vogliamo parlare dell’unicità di Venezia?! Che infatti è annoverata tra i siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO

Sfido chiunque a trovare qualcosa di simile nel mondo. Una città da un forte sapore antico, che ha saputo preservare nel tempo il suo carattere storico, che ha saputo accogliere il turismo senza modificare i suoi tratti.
Le stradine strette, i ponti impetuosi ma anche quelli piccoli che collegano una via all’altra e i canali presenti in ogni angolo della città fanno davvero respirare un’atmosfera che difficilmente si riesce a trovare altrove.

Noi dobbiamo ringraziare davvero di cuore Giampy, che ci ha permesso di vivere, con il suo immenso regalo, questa città durante il Carnevale.
Se si ha infatti la fortuna, come è successo a noi, di visitare Venezia durante questa festa, la magia si moltiplica. E’ come essere proiettati improvvisamente nel ‘700. Passeggiando tra le vie della città s’ incontrano persone che indossano orgogliosamente abiti settecenteschi, tornano in scena parrucche e gonne ampie. Anche i meno inseriti nell’ambiente si lasciano trasportare dalle tradizioni mettendo maschere colorate sul viso. 

Appena arrivati, a Glo è venuto l’istinto irrefrenabile di noleggiare i costumi e girare per la città vestiti da signorotti del ‘700. Io un pò per pigrizia un pò per comodità sono riuscito a dissuaderla e insieme siamo arrivati a un compromesso: abbiamo comprato solo due bellissime maschere

Devo ammetterlo, non ho mai apprezzato il carnevale, l’ho sempre considerata una festa dedicata ai bambini e con tutta la sincerità del mondo, non ne ho mai capito il senso, ecco, viverlo in questa città mi ha fatto capire quanto in realtà ci fosse dietro a questa festa. Non è solo la festa dei travestimenti, la festa dei bambini che possono diventare supereroi o principesse per un giorno. No. Qui è molto di più. Qui si parla di una festa legata alle tradizioni, legata alla storia del paese, legata alle sue origini. Qui è la festa dei grandi, di tutti, è la l’occasione per fare un tuffo nel passato.

Venezia è un vero e proprio labirinto. Io sono uno dall’orientamento abbastanza spiccato ma devo dire che in questa città qualche difficoltà l’ho avuta. Difficilmente siamo riusciti a fare la stessa strada anche quando siamo tornati negli stessi posti. 

Basta imboccare una stradina sbagliata e in un attimo si è dalla parte opposta rispetto a dove si pensa di essere. Alla fine abbiamo adottato una politica molto semplice… perdersi… camminare e camminare fino al momento del rientro in albergo, a quel punto Gps alla mano e via. E forse proprio questo è il consiglio che mi sento di dare… anche perché il bello di Venezia è che oltre a Piazza S. Marco, il teatro La Fenice, il Ponte di Rialto e il Ponte dei sospiri… sono proprio le stradine più sconosciute e le casine veneziane a catturare l’attenzione e lo sguardo dei turisti.

Domenica mattina l’indecisione sul da farsi è stata tanta, l’idea iniziale era quella di andare a Murano a vedere le lavorazioni del vetro. Ma leggendo il programma, abbiamo realizzato che alle 12 in piazza S. Marco, ci sarebbe stato il volo dell’angelo. Dopo anni e anni visti al telegiornale, avrei finalmente avuto l’occasione di vederlo dal vivo…. così, abbiamo deciso di andare lì.

Non è stato difficile capire che ci fosse tanta gente, (anche perché per poco non mi si spiaccicava la faccia contro una colonna del porticato), ma mai e poi mai avrei pensato a 115.000 persone come poi ho appreso dai quotidiani. Pazzesco. Comunque il volo è stato breve ma ne è valsa la pena. 

Purtroppo, finito lo spettacolo, siamo riusciti a fare solo un altro breve giretto, il tempo di tornare al ponte di rialto, perderci sulla strada del ritorno in albergo, prendere le valigie e andare in stazione. 

                                                 Arrivederci Venezia, è stato un piacere!

 

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