Thomas Salme, il Pilota Senza Brevetto

13 ANNI IN VOLO SENZA BREVETTO!!

Pochi giorni fa ho avuto la fortuna di intervistare Thomas Salme, un uomo di 48 anni con una passione smodata per il volo, sviluppata a soli 9 anni. Un sogno che ha dovuto abbandonare in gioventù per mancanza di soldi in famiglia. Durante la sua vita ha provato a dedicarsi ad altro ma la sua passione
riaffiorava costantemente. Ha deciso di imparare a volare e di falsificare un brevetto per diventare pilota di linea. 13 anni dopo il suo segreto è stato scoperto…

Parlando con Thomas ho capito i motivi che lo hanno portato a questa scelta così affascinante, rischiosa e discutibile. Già dal primo impatto ho apprezzato la grandissima spontaneità, la totale gentilezza e disponibilità... io avrei parlato con lui per ore, per questo ho voluto condividere il suo racconto con voi:

 

Thomas com’è nata la tua passione per il volo?

All’età di 9 anni mio papà mi ha portato a fare una gita in un aeroporto poco fuori Stoccolma. Quando ho visto gli aeroplani colorati sono rimasto affascinato, come credo accada a molti bambini, e in quel momento è nata una fortissima passione. Desideravo diventare pilota. Ho iniziato già da bambino a costruire aeroplani di lego, ad andare in aeroporto a prendere gli orari delle compagnie, a studiare meteorologia, a comprare libri sugli incidenti aerei… è diventata quasi un’ossessione.
 

Poi cos’è successo?

E’ successo che purtroppo mia mamma è mancata, ero figlio unico e non c’erano abbastanza soldi in famiglia, quindi ho dovuto abbandonare l’idea di diventare pilota. Un tempo servivano tantissime ore di volo ed era tutto molto, troppo costoso. Così mi sono dedicato ad altro, ho iniziato a lavorare nel campo della musica, scrivevo canzoni ed ero anche bravo ma non era la mia strada, continuavo a pensare al volo.
 

Quindi hai deciso di imparare a volare, come?

E’ uscito sul mercato un simulatore di volo della Microsoft, un programma molto basico, in bianco e nero. L’ho comprato e ho iniziato a usarlo… ci giocavo tutti i giorni, finché ho imparato a pilotare. E’stato fondamentale per la mia crescita professionale. Un giorno mi sono deciso a chiamare alcuni tecnici di simulatori, mi sono presentato come un pilota senza lavoro, nonostante non fosse vero ho chiesto di poter andare da loro per allenarmi. Mi hanno dato l’ok, mi sono presentato e mi hanno subito messo dentro a un vero simulatore. Da quel giorno ho continuato a fare prove su prove. Dopo un anno e mezzo ero pronto… volevo presentarmi alle compagnie ma non avevo il brevetto…
 

In quel momento è nata l’idea di falsificare il brevetto e proporti alle compagnie come pilota?

Sì, e ammetto di aver sbagliato, non vado fiero di questo gesto, ma posso garantire che la mia è stata una cosa fatta alla leggera, non mi sono nemmeno tanto impegnato a farlo, non era una copia di quello vero ma qualcosa che somigliava all’originale fatta in modo amatoriale.
 

Con il certificato tra le mani non rimaneva che tentare… 

Esatto, ho letto un annuncio della compagnia italiana Air One che cercava un pilota, ho presentato la richiesta e dopo pochi giorni mi hanno contattato per una prova. Ho passato il test a pieni voti e mi hanno assunto. Ben 20 anni fa, nel lontano 1997 mi sono trasferito in italia per iniziare la mia carriera da pilota. Il mio sogno si era finalmente realizzato. Dopo due anni sono diventato comandante, non avrei potuto chiedere di più. Amavo il mio lavoro alla follia.
 

Hai mai svelato il tuo segreto a qualcuno durante i 13 anni di carriera?

 Un segreto è un segreto… se anche lo si dice a una persona non è più tale. Ma è stato un peso sulla coscienza enorme.


Che emozione hai provato la prima volta che hai pilotato?

 Ho solo pensato a fare bene, volevo a tutti i costi fare una buona impressione, ho cercato di non pensare alla storia del brevetto e alle possibili complicazioni. Avevo la massima concentrazione e volevo godermi quel momento.
 

Diciamo la verità, tu hai studiato davvero tanto per raggiungere il tuo obiettivo… 

Io ho studiato tantissimo, sia prima che dopo. Quando avevo dei giorni di riposo dopo aver volato per 5 giorni consecutivi, mi chiudevo in albergo e studiavo, studiavo di giorno, di sera, sempre… volevo fare bene. Ed è questa la parte che mi piace raccontare della mia storia.
 

Hai mai dovuto gestire delle problematiche in volo?

 Sì certo, in viaggio ci sono spesso degli imprevisti, il più significativo è accaduto durante una tratta Milano-Palermo, poco dopo aver superato Roma, un passeggero ha avuto un infarto, un’infermiera lo ha soccorso e mi ha detto che la situazione era molto grave. Ho chiesto lo stato di emergenza a terra e mi hanno dato l’ok per atterrare. In soli 10 minuti siamo atterrati a Roma e abbiamo salvato la vita di quel signore. E’ stata una bella soddisfazione.
 

Tragedie mai?

Mai, non avevo il brevetto ma sapevo così tanto sul volo che sono sempre riuscito a gestire le problematiche. Non ho mai fatto del male a nessuno.
 

Cos’hai provato quando ti hanno scoperto? 

Nonostante avessi il terrore di quello che potesse succedere, da un lato mi sentivo sollevato perchè finalmente dopo 13 anni di segreti non dovevo più portare questo peso enorme.
 
Quali sono state le conseguenze?
 
All’inizio sono stato arrestato. Stavo salendo a bordo di un boeing 737 della compagnia Corendon, per cui lavoravo in quel momento, quando sono stato fermato. Ho subito confessato. La polizia ha svolto delle indagini perché temeva che dietro di me ci fosse un giro illegale molto più grande, per fortuna ha capito che non era così e mi ha rilasciato, sono stato punito con una multa di 2000 euro, e la sospensione dai voli per un anno.

Se avessi la possibilità di prendere il brevetto ora lo faresti?

Sarebbe un pò difficile con quello che è successo, la Corte ha chiesto la possibilità di superare dei test e degli esami per diventare un pilota certificato o con licenza proprio perché durante la mia carriera non ho mai avuto incidenti, ma per me questo è un capitolo chiuso, è andata bene per 13 anni ora basta.

Ti manca il volo?

Per fortuna posso dire di no, non mi manca perché continuo a viaggiare moltissimo per lavoro.

Perché hai deciso di scrivere la tua storia in un libro?

 Quando la polizia ha capito che dietro al mio gesto c’era solo una grandissima passione, uno dei poliziotti che era stato coinvolto al momento del mio arresto mi ha consigliato di scrivere un libro perché era rimasto impressionato dalla mia storia. All’ inizio pensavo fosse una follia, poi sono tornato a casa e ho visto che, al contrario delle aspettative, le persone mi abbracciavano. In quel momento ho deciso di iniziare a scrivere la mia storia…

Al di là delle critiche hai ricevuto quindi molto consensi ?

Proprio così, e uno mi ha colpito in particolar modo. Un giorno, dopo aver reso nota la mia storia, un signore mi ha scritto un messaggio su Facebook dicendo: “Salve comandante, ho appena finito il suo libro, l’ho trovato fantastico, entusiasmante e molto coinvolgente, anche io da piccolo volevo fare il pilota poi per una malattia agli occhi ho dovuto rinunciare. La ringrazio davvero moltissimo, leggere il suo libro mi ha fatto stare davvero in cielo, buona giornata e buona vita”. Se in qualche modo la mia storia può servire a qualcuno sono contento.

Tornando indietro rifaresti tutto?

 Se dicessi di no direi una bugia, avevo una fortissima passione per questo lavoro e non avevo la possibilità di studiare, se non lo avessi fatto non avrei potuto realizzare il mio sogno. Ripeto, non pubblicizzo quello che ho fatto e non voglio dire che sia giusto. Ricordiamoci sempre che per 13 anni ho vissuto con un peso enorme sulla coscienza e la serenità è un dono impagabile.
 
In molti si sentono in dovere di giudicare il gesto di Thomas, in molti si soffermano sull’illegalità di quello che ha fatto tacciandolo come un truffatore. A me è bastato scambiarci due parole per capire che una persona così spontanea non può nascondere nulla di poco raccomandabile. Mi rendo conto che la sua è e sarà sempre una storia in grado di dividere, ci sarà chi criticherà il suo gesto chi invece si farà trasportare dall’unicità del suo racconto. Io credo che il dovere di giudicare spetti ad altri e ho preferito per una volta lasciarmi trasportare con un pò di leggerezza dalle sue parole.

Di seguito se siete interessati ad approfondire la sua storia vi lascio il link del libro !

Thomas Salme – Pilota (Abusivo)

 

 

 

 

 

 

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